|
Laboratorio di Architettura degli Interni in the Exapanded Field UAH!2025 - Unconventional Affordable Housing! La non convenzionalità come strategia per una casa abbordabile e un quartiere solidale
-
Gennaro Postiglione, Interni (6 cfu) - ORCID-cv Gian Luca Brunetti (4 cfu) - ORCID-cv
-
The Expanded Field of Interiors refers to an interpretation of the discipline focused on People, Places, and Practices. In other words, on what architecture is and how it shapes our common living environment, how spatial, material, and constructive qualities can enhance people’s everyday lives, and how quality and timelessness create the basis for the built environments of the future.
-
Statement L’Architettura supera sempre la sua dimensione funzionale L’Architettura non è mai semplice costruzione L’Architettura è l’Arte del Costruire L’Architettura possiede sempre una dimensione poetica L’Architettura è allo stesso tempo scenario e supporto della vita quotidiana L’Architettura è l’Ambiente in cui viviamo
-
Programma Non convenzionale, accessibile. Questi due aggettivi indicano due condizioni che consideriamo fondamentali (se non imprescindibili) per parlare di casa oggi, partendo dall’idea che la prima possa favorire e promuovere la seconda.
Chiariamo, innanzitutto, i termini: se l’abbordabilità coincide di fatto con il diritto, per ogni individuo o nucleo, di accostarsi a una situazione abitativa adeguata ed economicamente sostenibile, per questo non può essere intesa in termini assoluti, ma solo in relazione al reddito (M. Bricocoli, M. Peverini, Milano. Non è una città per chi lavora, Rapporto OCA 2023). La non convenzionalità risponde a una trasformazione dei modi dell’abitare a cui non sempre il progetto di architettura sa fare fronte. Forse perché ai profondi mutamenti registrati nei modi di abitare non corrisponde ancora una adeguata ricerca in termini di progetto e politiche, o forse perché ogni cambiamento – soprattutto se riguarda il vivere quotidiano e gli spazi più personali (il domestico) – ha bisogno di tempo per essere riconosciuto e assorbito (https://www.cca.qc.ca/en/events/77949/catching-up-with-life).
Ma cosa significa, oggi, “non convenzionale”? Riconosciamo, innanzitutto, come “non convenzionali” le conseguenze sull’abitare determinate dalle profonde trasformazioni sociodemografiche degli ultimi decenni, che hanno portato a una ridefinizione di ciò che viene tipicamente definito come “famiglia”. Da una parte, sempre più spesso i nuclei familiari sono composti da persone sole, coppie divorziate con figli, genitori single e anziani, o coincidono con gruppi di coabitazione tra persone con profili sociali diversi. Dall’altra, i cambiamenti nel mercato del lavoro hanno portato all’emergere di nuovi stili di vita che legano i nuclei familiari a più di una città, a più di un lavoro e, quindi, a più di una casa. A ciò si aggiungono i fenomeni legati ai flussi migratori che attraversano le nostre città e sempre di più sono al centro del dibattito contemporaneo quando si parla di abitare (EU Dijón declaration, 2023: https://spanish-presidency.consilium.europa.eu/media/yk0nbyeh/gij%C3%B3n-declaration.pdf).
Se questi fenomeni sono ampiamente indagati dalle scienze sociali, l’architettura sembra non essere al passo con i tempi e non ha ancora chiare le loro conseguenze sulla forma dell’abitare e dunque le risposte eventuali da elaborare.
Servono nuovi modelli e/o nuove strategie per la casa? E come è possibile intendere la non convenzionalità in termini di progetto? E, infine, in che modo la non convenzionalità di questi modi di abitare può intersecare l’accessibilità economica?
La ricerca Unconventional Affordable Housing! (www.uah.polimi.it) – finanziata dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca con fondi PNRR 2022 e sviluppata in partenariato tra Politecnico di Milano, Università degli Studi di Trieste, Politecnico di Bari e Università degli Studi di Bari – esplora i quesiti di cui sopra, mettendo a sistema diversi punti di vista e attraversando politiche, progetti, pratiche, contesti sociali e urbani per individuare possibili traiettorie capaci di dare risposta, in maniera innovativa, a una domanda – quella abitativa – le cui condizioni sono senza dubbio profondamente mutate.
Con l’obiettivo di individuare nuove strategie e proposte abitative possibili, il nostro Laboratorio UAH!2025 contribuisce alla ricerca UAH! sia volgendo lo sguardo ad alcune esperienze internazionali per rilevarne caratteri e specificità sia elaborando proposte progettuali sui siti che i gruppi di ricerca a Bari, Milano e Trieste indicheranno. Anche altri laboratori, dentro e fuori POLIMI, sono coinvolti nelle esplorazioni progettuali e prenderanno parte alle iniziative congiunte che verranno programmate durante il semestre.
Il nostro Laboratorio di Interni – da sempre parte del network internazionale sull’Adaptive Reuse - si concentra sulla trasformazione dell’esistente (recupero e riuso) con una particolare attenzione ai temi della sostenibilità (ambientale e sociale) e, eventualmente, dell’autocostruzione.
Per quanto concerne il programma funzionale, la componente di fondo delle sperimentazioni progettuali risiede nel concepire proposte residenziali non per singole categorie di abitanti ma di immaginare edifici misti, dove spazi privati, condivisi, collettivi e pubblici si compongono in nuovi sistemi e gerarchie e dove diversi tipi di famiglie e individui possano intrecciare le proprie abitudini abitative e, a volte, anche lavorative. Senza dimenticare il necessario rapporto osmotico con la città che può non limitarsi ai soli piani terra, intrecciando servizi all’abitare e welfare con spazi commerciali e infrastrutture sociali.
Si tratta di una vera sfida a ripensare il progetto architettonico e di interni, sin dalla sua definizione materico-costruttiva, in maniera olistica come parte integrante sia del quartiere in cui è inserito (Aa.Vv.. Mission Neighbourhood, Oslo 2023) sia del più ampio eco-sistema ambientale di cui è parte.
-
Attività Durante il semestre sono previsti incontri sia con i partner del progetto sia con gli stakeholders coinvolti nelle diverse città (alla presentazione dei siti di progetto, alla Mid-term review e alle Presentazioni finali). Inoltre, i lavori migliori saranno selezionati per la mostra itinerante che accompagna il progetto e verranno esposti per la prima volta in occasione del simposio finale della ricerca in programma presso la Biennale di Architettura di Venezia all’interno del Padiglione dell’Austria che ha come tema “Agency for Better Living” con l’obiettivo di affrontare criticamente l’urgenza della crisi di accesso all’abitare che affligge l’Europa.
Oltre ai momenti seminariali previsti con gli ospiti esterni, lezioni frontali si alterneranno alle presentazioni degli studenti e alle revisioni di progetto. Come ogni anno, sono previsti: a) una visita guidata – a cura dell’arch. Barbara Brollo - ad alcune architetture degli anni d’oro milanesi (Cinquanta e Sessanta); b) una Conferenza internazionale con progettisti ed esperti di politiche urbane impegnati sui temi del laboratorio; c) un viaggio studio all’estero (sede da definire: il viaggio, per evitare l’accavallamento con la didattica del semestre, vorremmo si svolgesse durante la settimana che precede l’inizio dei corsi del secondo semestre – dal 10 al 14 Febbraio 2025. A iscrizioni terminate, a fine Ottobre, invieremo una comunicazione con alcuni dettagli sul luogo e sulle tappe, con la richiesta di iscrizione).
-
Il calendario dettagliato del laboratorio verrà condiviso successivamente e inviato a tutti gli studenti iscritti.
-
Link ad alcuni materiali del laboratorio Booklet Casi Studio di Unconventional Housing Letture/Biblioteca
|