055995 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
Goals
All'interno dell'insegnamento si applicano metodologie avanzate per la descrizione e per l'interpretazione dei contesti fisici e dei prodotti - pratici e teorici - della cultura architettonica contemporanea, con l'obiettivo di sperimentare la trasformazione dell'ambiente costruito attraverso il progetto di architettura. I laboratori si basano sull'integrazione delle competenze specifiche, in materia di composizione architettonica, con altre provenienti da diversi settori degli studi: l’ambito degli studi urbani, l’architettura degli interni, la tecnologia dell’architettura e l’igiene ambientale. In questo modo, si delineano i paradigmi adeguati a conoscere e comprendere, in prospettiva storica e alle diverse scale, lo spazio abitato nelle sue molteplici configurazioni: morfologiche e tipologiche, ecologiche e ambientali, economiche e sociali, antropologiche e culturali. Nei laboratori, le conoscenze integrate consentono di modulare le scelte operate dal progetto di architettura in rapporto alla complessità dei contesti in cui si applica e delle tecnologie che implica. In questo quadro, le tecniche, gli strumenti e i metodi acquisiti nel campo della progettazione architettonica sono utilizzati per indagare rapporti complessi come quelli che si stabiliscono tra spazi aperti, spazi costruiti e di relazione, infrastrutture e paesaggio, patrimonio culturale e aree neglette o vulnerabili, tecnologie, materiali e processi costruttivi. La finalità didattica consiste nel preparare gli studenti al compito di migliorare la qualità degli insediamenti umani, promuovendo l'uso consapevole delle risorse e misurando l'intrinseca fragilità dell'ambiente costruito.
Expected learning outcomes
Secondo i Descrittori di Dublino (DdD), il superamento dell’esame attesta l'acquisizione dei seguenti risultati:
DdD 1, conoscenza e comprensione:
- conoscenza degli elementi fondamentali della composizione architettonica e delle sue modalità di applicazione nel processo progettuale ai fini della trasformazione dei luoghi e degli spazi abitati.
DdD 2, capacità di applicare conoscenza e comprensione:
- capacità di controllo degli aspetti compositivi del progetto e dei suoi connotati tipologici e funzionali, che regolano i rapporti qualitativi delle forme architettoniche dello spazio.
DdD 3 (autonomia di giudizio), 4 (abilità comunicative) e 5 (capacità di apprendimento):
- capacità di operare e di comunicare in autonomia le scelte progettuali effettuate (DdD 3, 4 e 5).
Topics
Contesto
Il laboratorio assume come ambito di sperimentazione progettuale un’area della periferia storica di Milano, nel comparto urbano compreso tra viale Monza, via Ponte Nuovo e via Padova. Si tratta di un'area delimitata a nord da via Nuoro, a sud dal Naviglio della Martesana, parzialmente edificata e in parte abbandonata. La commistione incerta tra natura artificializzata, rappresenta dagli orti, dal Parco della Martesana e dall'acqua e un variegato costruito, la rende in “attesa” di una trasformazione, e per certi versi, incompiuta. Il comparto urbano pur essendo periferico è una realtà profondamente stratificata. Sviluppatosi all’inizio del XIX secolo come area intermedia tra città e campagna, intorno ai piccoli centri rurali di Gorla e Turro, ben presto accoglie servizi per la città, come locande, stazioni di posta e significative quote di residenza destinata alla forza lavoro occupata nella città. Lo spostamento delle grandi attività produttive come Breda, Falck, Marelli più a nord, a Sesto San Giovanni, e il rafforzamento degli assi storici viale Monza, via Padova e viale Palmanova hanno reso questa parte urbana uno spazio “intermedio” in cui le maglie dei piani regolatori stentano a formare un tessuto regolare. Oggi, scomparsi i grandi poli produttivi, l’area ha una forte densità insediativa ma resta segnata dalle tracce dello scontro tra fabbriche, case resti di fabbricati rurali e frammenti di verde. La Martesana pur riqualificata presenta ancora dei punti critici consistenti in aree parzialmente sottoutilizzate come quelle oggetto del progetto.
Programma: problematiche generali
Lacore questionèabitare un luogo di margine “interno” compreso tra tessuto urbano, il Naviglio e un parco. Gli elementi di partenza sono la presenza della Martesana e il relativo sistema della ciclopedonalità, le tracce della periferia storica con la commistione tra la scala dei “piccoli borghi” storici di Gorla e Turro e il tessuto residenziale moderno, il parco. Tutti questi elementi sono giustapposti o sovrapposti senza particolari interazioni. Per affrontare tale problematica, che potremmo definire di “ricostruzione delle relazioni”, si può impostare il progetto secondo i seguenti orientamenti.
Una prima questione riguarda la riflessione, in termini progettuali, sull’abitare nella periferia storica oggi. È possibile innescare un “rinascimento” della periferia? Il comparto urbano oggetto di progettazione è ampiamente stratificato e, nonostante il tessuto urbano presenti frequenti smagliature, le geometrie degli isolati, pur nel generale disordine, appaiono consolidate. Il recupero del valore figurativo dello spazio andrà ricercato attraverso operazioni di infill e micro-ricucitura, incentivando sia lo sviluppo delle relazioni tra elementi dello spazio aperto (costruito e non), che la costruzione di rapporti innovativi tra lo spazio interno ed esterno alla residenza.
La seconda questione riguarda il ruolo della casa e l’abitare post-pandemico. La casa è stata al centro del disagio da confinamento provocato dalla Pandemia. In Italia, così come in altri paesi Europei, nella primavera del 2020, i governi hanno diffuso la campagna di comunicazione “stay home” finalizzata a sensibilizzare i cittadini ad accettare la clausura nella propria abitazione. Il problema da affrontare riguarda quindi la natura e l’essenza della casa dopo la pandemia. La casa è costruita su una “sintonia” tra cultura, forma dello spazio e socialità, che si esprime nel rapporto tra pubblico e privato, tra individuale e collettivo. Tale sintonia proviene da due modi di concepire l'abitazione: il primo dà più importanza al concetto di spazio, inteso, come ha scritto Gianni Ottolini, in senso umanistico: «un moto dell’animo, un gesto di apertura agli altri e al mondo». Il secondo modo riguarda, invece, le sue caratteristiche formali e percettive. Esse non sono autoreferenziali ma devono pervenire ad una sintesi per conseguire l’armonia tra spazio, arredo, movimento delle persone e forma dell’edificio, rendendo la casa il luogo in cui si manifesta il vissuto. Le case devono avere qualcosa da dire e il compito del progetto è rendere questo “qualcosa” intellegibile. Per Mario Praz “La casa è l’uomo” mentre Ernesto Nathan Rogers ha dichiarato: “voglio una casa che assomigli alla mia umanità”. Dopo la pandemia da Covid-19, il lockdown e il confinamento la casa, per molte categorie di utenti, soprattutto se con disagio abitativo, si è rivelata più una prigione che un rifugio, un luogo dove far convivere a stento funzioni diverse come il lavoro, lo studio e il tempo libero. Quello che forse è mancato, soprattutto nell’edilizia corrente impostata su modelli abitativi rigidi e desueti, è un “invisibile”, un retroterra culturale, inteso nell’accezione più ampia e inclusiva possibile, affinché i comportamenti umani possano trovare uno scenario identitario nel segno dell’assertività. L’attività di progetto riguarderà la definizione di spazi residenziali con l’obiettivo di recuperare il benessere ambientale e il comfort abitativo che insieme alle figure dello spazio, sono gli ingredienti essenziali per delineare una psicologia dell’abitare efficace, capace di indurre negli abitanti la consapevolezza di appartenere a un luogo.
Programma di progetto: la casa e lo spazio domestico
Il tema centrale sarà quindi il progetto della residenza e si svilupperà in parte alla scala dell’isolato e in misura più incisiva a quella dell’edificio, con forte attenzione alle scelte tettoniche, figurative e allo spazio domestico. Si precisa che questi tre ambiti sono parte di un unico processo per cui verranno sviluppati simultaneamente senza seguire un percorso dalla scala maggiore a quella minore. L’obiettivo alla scala architettonica è la progettazione di un micro-sistema residenziale con attività, servizi e luoghi pubblici integrati. Le quantità insediate e le gerarchie tra le parti saranno definite dagli studenti, a seconda della ricerca progettuale che sceglieranno di intraprendere. Il tema delle relazioni con il Naviglio e il parco sarà fondamentale.
L’offerta di case oggi è piuttosto rigida poiché gli alloggi si basano su modelli organizzativi quasi invariati dal dopoguerra. Nonostante a Milano, negli ultimi anni, siano stati realizzati interventi residenziali quantitativamente significativi, non si è assistito a ricerche particolarmente innovative né dal punto di vista insediativo né nell’organizzazione e conformazione degli spazi abitativi, tranne gli esempi recenti nel campo dell’housing sociale. Il settore delle costruzioni tende a omologare la casa come un prodotto con soluzioni costose e poco adatte a rispondere al bisogno dell’abitare di tutti. Assistiamo a cambiamenti nella compagine sociale che modificano profondamente la struttura dei nuclei familiari: sono apparse nuove categorie di utenza che sovente devono fronteggiare condizioni di marginalità. Gli spazi e i modi di abitare devono quindi essere ripensati affinché siano maggiormente inclusivi. Inoltre, il tema dell’abitare richiede, come si è visto, un ripensamento alla luce delle emergenze sanitarie che non possono più non essere tenute in considerazione. Il cambiamento della percezione e dello spazio interno, in caso di confinamento, deve indurre a valorizzare e ripensare i luoghi intermedi come androni, mezzanini, ballatoi, logge e balconi che hanno il ruolo di filtro tra l’ambiente esterno e quello interno. Il laboratorio intende quindi guidare la progettazione di case adatte a rispondere ai diversi profili di utenza assumendo come tema trainante la composizione di uno spazio domestico flessibile che permette all’abitazione di adattarsi agli abitanti, generando soluzioni specifiche in grado però di rispondere a esigenze diverse. L’obiettivo è progettare la casa come un «sistema di luoghi» dove il carattere di permanenza può essere dovuto sia alle relazioni tra gli spazi che alle loro singole proprietà. Le variazioni saranno ascrivibili invece alla modulazione delle varie singolarità (stanze, ambiti spaziali o apparato distributivo) che consentiranno di controllare le tensioni chiamate da Rudolf Arnheim «forze percettive».Lo studente sarà poi guidato nel controllo dei caratteri figurativi dell’architettura approfondendo gli ambiti fondamentali e complementari della composizione e della tettonica. La prima, oltre all’organizzazione planimetrica degli spazi abitabili, riguarda le regole sintattiche per la definizione dei prospetti; la seconda, maggiormente legata alla concretezza dell’edificare, attiene alla “semantica costruttiva” del linguaggio: le necessità e i vincoli connessi al pensiero costruttivo, opportunamente integrati con l’espressione di un’intenzionalità formale, saranno orientati a costituire l’orizzonte di senso delle scelte sintattiche.
Organizzazione pratica del lavoro
Il lavoro organizzato in gruppi da due persone con eventuale possibilità di associazioni temporanee tra gruppi per le scelte insediative. Saranno previsti momenti di condivisione collettiva e presentazione pubblica del lavoro come brevi seminari e una mostra finale
Pre-requisites
Assessment
Modalità di valutazione
L’esame finale sarà di carattere orale (individuale o a gruppi di due a seconda di come è stato sviluppato il lavoro durante il Laboratorio) e la valutazione sarà formulata sulla base degli elaborati sviluppati e presentati. Questo significa che i materiali di progetto devono essere spiegati con una breve presentazione.
Verrà valutata la crescita dello studente nel corso dell’esperienza didattica, dell’impegno sostenuto durante l’intero iter d’apprendimento, dall’analisi del contesto, alla ricerca progettuale, fino alla restituzione grafica del proprio lavoro.
Pertanto il voto finale terrà conto di:
scelte insediative,
coerenza con il contesto,
organizzazione degli alloggi,
qualità del progetto degli interni
qualità degli spazi di relazione,
scelte tettoniche
composizione delle facciate.
Sono previsti seminari di valutazione (informale) in itinere, per monitorare l’andamento del lavoro e soprattutto per creare occasione di confronto e scambio collettivo tra i vari percorsi individuali.
Bibliography
Lucchini, Marco, Oltre babele. Architetture per linguaggi vivi, Editore: Mimesis, Anno edizione: 2012
Bassanelli Michela, Covid-Home. Luoghi e modi dell'abitare, dalla pandemia in poi, Editore: Lettera Ventidue, Anno edizione: 2020
M. Lucchini (a cura di), Trasfomace: ipotesi di trasformazione e riuso per l'ex Macello di Milano, Editore: Maggioli, Anno edizione: 2020
Software used
No software required
Learning format(s)
Type of didactic form
Ore di attività svolte in aula
(hh:mm)
Ore di studio autonome
(hh:mm)
Lesson
36:00
39:00
Training
24:00
26:00
Computer Laboratory
0:00
0:00
Experimental Laboratory
0:00
0:00
Project Laboratory
60:00
65:00
Total
120:00
130:00
Information in English to support internationalization